trans
30 Abusato ed abbandonato ...in un cesso
11.12.2025 |
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"Sempre da dietro, impugno il suo cazzo e comincio a segarlo sempre più veloce, lei gradisce:” Oh! Ah! Ah! Sii!”
Poi si risolleva con fare deciso e minaccioso:” Ti scopo adesso!”
Si..."
Mi trovo in un locale di un vecchio compagno di merende, sono ansioso di incontrarlo dopo tanti anni in cui ci siamo persi di vista, ma purtroppo al bancone mi riferiscono che si trovava in giro per il mondo per lavoro e quindi vista l’ora, non mi resta che regalarmi un aperitivo prima di tornarmene a casa.Quanti ricordi, quante scopate col mio vecchio amico, quante ne abbiamo combinate, mi chiedo se oggi abbia messo la testa a posto; forse è diventato una persona seria e certe cose non le fa più, chissà.
Queste mie domande purtroppo non avranno oggi una risposta, non nascondo una certa delusione, eppure l’avevo avvisato che sarei passato.
Mi siedo ad un tavolo, il locale è sempre più affollato, una giornata di novembre che volge al termine, fuori nebbia e freddo, dentro, seduto, sono già al terzo “sbagliato” consecutivo accompagnato da alcuni sfiziosi crostini.
Mentre cerco di combattere la noia cercando di soddisfare almeno i piaceri del gusto, noto una lunga ed appariscente chioma bionda al banco che si differenzia tra la calca dei presenti.
La sua capigliatura mossa e luminosa attira le mie curiose, non che libidinose attenzioni; sono curioso di mangiarmela con gli occhi, di squadrarla per bene e capire che tipo sia; mentre la fisso già in po’ arrapato, lei si volta cercando qualcuno tra gli avventori che sembra però non trovare, si gira ancora e stavolta incrocia il mio sguardo inebetito, si ferma, mi guarda come se fossi io quello che va cercando.
Dopo qualche secondo in cui i nostri sguardi si incontrano, il suo volto si apre in un sorriso amichevole ed invitante che mi lascia alquanto positivamente sorpreso.
Ritorna a girarsi verso il bancone per consumare il caffè che ha ordinato.
La bolgia nel locale aumenta e ad un tratto la perdo di vista, la cerco con lo sguardo ma non riesco più ad individuarla, peccato penso io, se ne sarà andata.
Mi alzo e vado a pagare, chiedo alla ragazza alla cassa se per caso conoscesse la tipa, ma niente, le è sconosciuta, mi rassegno e prima di uscire faccio un salto alla Toilette per soddisfare un bisogno fisiologico.
Entro, sulla sinistra una fila esagerata di lavandini e sulla destra tante porte che costituiscono l’accesso ad altrettanti servizi igienici, molto spaziosi con lavabo ed appendiabiti annesso; un lusso, niente a che vedere con i servizi igienici di un Autogrill dell’autostrada dove eravamo soliti andare a cercare cazzi.
Accedo al primo che sembra libero, tiro fuori il mio pisellone e mi faccio una pisciata rumorosa ed interminabile, speriamo che in quelli a fianco non ci sia nessuno, altrimenti potrebbero pensare che qui stia pisciando un rinoceronte.
Finito, scrollatina, penso alla bionda al banco e mi viene quasi di segarmi, un’opportunità perduta, pazienza e con rammarico accenno a menarmelo, ma poi rinuncio e lo ripongo dentro ai pantaloni pensando al classico “ogni lasciata è persa”.
Apro la porta che ho ovviamente chiuso con la chiave, ma in un attimo qualcuno da fuori la spinge verso di me in maniera decisa entrando e non permettendomi di uscire; con mia grande meraviglia è inaspettatamente la bionda di cui avevo perso le tracce, sono sorpreso e quasi smarrito per essere stato preso così alla sprovvista, lei richiude la porta a chiave dietro se appoggiandovi la schiena per scoraggiare qualsiasi mia sortita, cosa che tra l’altro non mi girava proprio per la testa.
Ora che la vedo da vicino noto che non ha un volto freschissimo, gli zigomi sono un po’ marcati, quarant’anni o forse cinquanta, non sembra neppure italiana, forse una “cougar” con tanta voglia di trasgredire.
Mi guarda, mi sorride compiacente rompendo il silenzio:” Questi bagni sono molto spaziosi e confortevoli, che ne pensi? Ci si può fare di tutto qui!”
Ancora in preda allo smarrimento per la sorpresa annuisco timidamente lasciandogli intendere che può disporre di me come meglio crede.
Comanda lei, non aspetto altro che la sua prima mossa.
Certa di avere in mano la situazione cammina verso di me, si avvicina, vorrei chiudere gli occhi ed abbandonarmi nelle sue braccia, vorrei sentirmi in balia di questa grande troia la cui strada ha incrociato la mia; apre il lungo cappotto nero ed è con grande stupore che mi trovo davanti un gran bel pezzo di nerchia penzolante che mi lascia totalmente di stucco.
Lei capisce il mio stupore e mi sorride chiedendomi:” Non ti piace? Dai che ti piace, te lo leggo in faccia!” Calze nere a metà coscia, vestitino succinto di pelle nera che la copre dal seno fino a poco sotto l’inguine, cerniera di metallo che si apre in mezzo alle tette verso il basso, una vera troia, nulla da dire, ma un troia con buoni 20 centimetri di cazzo che farebbero felice ogni culetto.
Si toglie il cappotto e lo appende, si abbassa la cerniera del vestitino lasciando debordare il seno, si avvicina guardandomi maliziosamente e tenendosi il cazzo già rigido con la mano, scopre il glande per mostrami la cappella rossa e turgida, invitandomi a succhiarlo:” Dai birichino!”
Mi abbassa i pantaloni e le mutande, mi fa chinare in avanti dicendomi di appoggiare le mani sulla tazza del water e ridendo comincia a rifilarmi una sfilza di schiaffoni sempre più violenti sulle chiappe, mentre con l’altra mano si masturba gioiosamente.
Ogni suo schiaffo sempre più dall’effetto bruciante mi infervora sempre più, mi preoccupa però il fatto che se un avventore nei bagni accanto potesse udire lo schioccante “ciaf” degli schiaffoni sulle mie chiappe, ma lei mi rassicura, si ferma un attimo, col dito mi fa cenno di stare un silenzio ed ascoltare.
Si odono nel bagno a fianco gli inconfondibili gemiti ritmati di chi lo sta probabilmente prendendo in culo e l’ansimare affannoso di chi lo sta inculando, sembra un luogo dove gli incontri di questo tipo siano la consuetudine, viene da pensare che il mio vecchio amico non abbia poi rinunciato alle sue vecchie abitudini, il lupo perde il pelo ma non il vizio ed ha messo in piedi un locale come copertura dei suoi vizi.
Riprendiamo le nostre pratiche fino a quando le mie chiappe sono ormai rosso fuoco, mi fa alzare e sedere sul Water, mi toglie le scarpe buttandole lontano, mi strappa letteralmente di dosso pantaloni e mutande buttandole a terra, in un attimo mii trovo la bocca piena del suo cazzo, mi scopa in gola incitandomi:” Dai porco! Maiale! Tutto! Tutto!”
Arriva fino all’ugola, mi partono dei conati di vomito, esce qualche secondo poi mi porge ancora la cappella da ingoiare, mi tiene con una mano dietro alla nuca riprendendo a stantuffarmi la bocca apostrofandomi con aggettivi quanto mai appropriati:” Dai così! Succhiamelo! Porco!”
Io obbedisco e succhio, il suo arnese ormai è ricoperto dalla mia saliva sgocciolante e lei continua:” Succhiamelo! Così! Porco! Succhiamelo tutto! Fino in fondo! Dai! Così!”
E ancora in maniera dominante:” Apri questa bocca! Apri la bocca! Apri la bocca! Sii! Così! Sii! Succhiamelo! Tutto bene fino in fondo! Tutto! Tutto! Porco! Così!”
E ancora:” Ti piace maiale? Così! Tutto! Così! Sii! Così! Così maiale! Sii! Succhiamelo! Ti piace? Sii? Così maiale!”
Così i suoi venti centimetri di nerchia mi arrivano in gola, il suo cazzo lucido dalla mia saliva scompare nelle mie fauci mentre lei continua ad incitarmi:” Così! Bello porcone Sii! Sii! Succhiamelo dai! Tutto! Sii! Così! Sii!”
Stacco la bocca e lo impugno decisamente menandolo su e giù con sua grande approvazione, se lo guarda fiera:” Toccami così! Sii!”
Mi caccia la lingua in bocca frullandola come una indemoniata, slinguandomi tutto, poi mi ordina ancora di succhiarglielo, io non aspetto altro e mi catapulto ancora sul suo arnese facendolo sparire nella mia gola.
Mi guarda dall’alto in basso con fare beffardo e con un sorriso malizioso:” Così! Dai! Succhiamelo! Così! Tutto!”
Dicendo ciò mi spinge tutto il cazzo in bocca tenendomi la testa con una mano e causandomi ulteriori urti di vomito.
“Ah! Ah! Così! Dai succhiamelo! Ah! Ah! Oh! Sei un porco! Così che mi piace! Oh! Ah! Così”
Sono venti minuti che annego con quel cazzo in gola ma non mi sento affatto stanco e rispondo positivamente succhiandolo con più vigore per rispondere ai suoi incitamenti:” Sii! Così! Succhiamelo tutto!”
Arrivo quasi ad inghiottirgli anche le palle, sono infoiato e non riesco a placare la mia avidità di cazzo.
Mi spinge indietro con la schiena e si fionda con la bocca in mezzo alle mie gambe inghiottendo il mio cazzo in men che non si dica, è il mio turno ora di essere succhiato.
Alza la testa, mi sputa un paio di volte sul cazzo e poi ritorna ad inghiottirlo arrivando facilmente a farlo sparire completamente, mi guarda come per sfidarmi a chi riesce ad infilarselo in gola fino alle palle.
Mentre me lo succhia con foga, con la mano che non impugna il mio cazzo continua a segarsi per tenerselo sempre duro e pronto all’uso.
Poi mi fa tornare seduto sulla tazza e mi ricaccia in bocca il suo arnese fino alla base:” Apri la bocca! Aprila! Così! Porco! Sputa sul mio cazzo! Maiale! Sii! Così!”
Si gira, si abbassa a 90 gradi davanti a me, si divarica le chiappe con le mani mostrandomi tutto il suo buco odoroso ordinandomi perentoriamente:” Leccami!”
Lo “slappo” tutto entrando con la lingua più che posso; ormai non rispondo più delle mie azioni, mentre faccio indigestione degli umori del suo culo penso a tutti i cazzi che lo possano aver attraversato ed immagino di succhiarli tutti contemporaneamente; afferro il suo cazzo da dietro facendogli fare capolino tra le cosce poco sotto al culo e alle palle, nella naturale posizione in cui i trans nascondono il proprio gioiello in modo tale che non si noti la protuberanza una volta in intimo, così da svelare la cruda e nuda realtà solo quando la loro vittima è abbastanza arrapato da non poter rinunciare a svuotarsi le palle anche se, al posto di una fica si trova un cazzo.
Peccato poi, che il più delle volte scoprono che è bello svuotarsi le palle, ma è ancora più bello farsi riempire il culo.
Lo mungo con una mano mentre con l’altra gli spingo dentro allo sfintere umido tre dita insieme, poi le estraggo, le lecco golosamente e le rispingo dentro ogni volta sempre di più, riprendo a leccargli il buco in cerca di sapori sconosciuti, mi infilo ancora in bocca il suo cazzo assaporandone prima la cappella poi tutta l’asta mentre lei ansima e gode come una vaccona:” Oh! Ah! Ah! Sii!”
Infilo ancora abbondantemente le tre dita nel pertugio rilassato e aperto, mimando la chiavata da dietro, le estraggo, sputo sopra l’orifizio e le rinfilo in profondità. dopo averle nuovamente estratte non disdegnando ancora di succhiarle per poi reinserirle a fondo ancora una volta.
Sempre da dietro, impugno il suo cazzo e comincio a segarlo sempre più veloce, lei gradisce:” Oh! Ah! Ah! Sii!”
Poi si risolleva con fare deciso e minaccioso:” Ti scopo adesso!”
Si smanazza il pisello scappellandolo tutto e rivolgendolo verso di me:” Ti voglio scopare adesso! Porco!
Sono curiosa di scoparti il tuo belo culo!”
Mi fa alzare, abbassa la tavoletta del Water per farmici sdraiare di schiena, mi prende con le mani le caviglie alzandomi le gambe, mi punta il cazzo al culo e sprofonda dentro per tutta la sua lunghezza; comincia a battere l’inculata mentre io con una mano cerco di masturbarmi, entra ed esce agevolmente apprezzando il mio pertugio:” Mi piace il tuo culetto! Certo che mi piace!”
Mi gira sul fianco e alzandomi una gamba sola lo rinfila tutto riprendendo a sbattermi con vigore, fa lavorare con maestria il suo gran cazzo, mi rimette dritto sulla schiena, mi alza ancora le gambe e si lascia andare su di me a peso morto sprofondando ancora di più nella mia voragine, la sua bocca sbava e la saliva cola sul mio volto, mi sbatte forte e in profondità, lo sento quasi in gola, è infoiata:” Sii! Te lo faccio sentire bene! Sii! Uh! Ah! Mi piace! Ah! Oh! Sii! Ti piace il mio cazzone?”
Alla sua domanda non posso non rispondere con la veemenza di chi se lo sta godendo alla grande:” Sii! Mi piace! Sii! Scopami! Scopami! Scopami forte!
Di ritorno lei mi rimette a pecora e continuando a battere un’inculata in maniera sempre più violenta e devastante:” Aprilo bene! Si! Ah! Ti piace porco? Sii! Ah! Oh! Ah!”
Ad un tratto si sente bussare alla porta, lei va decisa ad aprire senza domandarsi chi potesse essere, un aitante ragazzo di colore che a giudicare dalla divisa si sarebbe dovrebbe occupare delle pulizie, fa il suo ingresso nel confortevole cesso, probabilmente è colui che nel servizio a fianco stava usando il suo manico di scopa in maniera magistrale qualche minuto prima; ho come l’impressione che le cose per le mie terga si stiano mettendo sempre più male; il ragazzo si libera velocemente degli indumenti restando in piedi tutto nudo, è muscoloso, bei pettorali, grossi bicipiti ma soprattutto una stupenda nerchia a penzoloni che sembra arrivargli alle ginocchia; nel frattempo mi sono rimesso seduto sul Water e davanti agli occhi ho ora questo incredibile pezzo di carne penzolante; dopo pochi secondi allungo la mano e lo tocco, lo scappello liberando il glande violaceo, sembra il cazzo di un cavallo, non esito e lo faccio subito sparire nella mia bocca, fatico a tenere tra le labbra quel serpentone nero, sentendolo lievitare ancora oltre che irrigidirsi, stimo che la sua misura possa superare abbondantemente i 20, magari anche i 25 centimetri, mentre il suo diametro mi costringe ad allargare oltremodo la bocca devastandomi la mandibola.
La bionda e il nero si conoscono, si scambiano sorrisini di intesa, il nero mi stacca dal suo cazzo, mi spinge indietro sulla schiena, mi guarda ridendo coi suoi dentoni bianchi, mi cinge le caviglie con le mani sollevandomi nuovamente le gambe, mi punta il cazzo sul buchetto del culo e spinge deciso, sento il culo cedere, sfondarsi, sembra sia entrato un treno, il dolore è atroce, tutta la nerchia nera è entrata in culo; dopo qualche minuto in cui il ragazzo sembra non muoversi per fare in modo che io possa adattarmi alle dimensioni del nuovo intruso, comincia a pompare lentamente, poi sempre più velocemente ed il dolore sembra scomparire lasciando posto a un piacere incommensurabile e non descrivibile a parole.
Mentre la mia attenzione è tutta attratta dal nero che mi monta, la bionda segandosi freneticamente e ansimando dal piacere avvicina la cappella alla mia bocca, io sono supino sulla tavoletta abbassata del water e lei mi fa omaggio del suo copioso godimento annaffiandomi letteralmente il viso di sborra e riempendomi la bocca.
Io la apro più che posso cercando di raccogliere ogni schizzo che arriva dall’alto per non perderne nemmeno una goccia, lei dopo esserselo scrollato ben bene e spremuto in modo tale da convogliare gli ultimi residui di liquido all’indirizzo del mio cavo orale, mi chiede irriverente:” Ti è piaciuta la mia sborra eh? Porco!”
Vorrei rispondergli ma la mia bocca è stracolma del suo sperma e non è nelle condizioni di proferire parola, qualsiasi tentativo di emettere suoni si trasforma in un gorgoglio.
Il nero intanto mi pompa come un ossesso, sento il culo devastato, mi prendo in mano l’uccello e mi sego velocemente, il nero si irrigidisce, vibra ed esplode la sua carica di liquido seminale nel mio intestino, sembra di avere un idrante nel culo, un clistere di sborra calda mi viene pompata dentro; finito di eiaculare il ragazzo di colore mi pompa un paio di volte, fino ad adagiarsi su di me tenendo la sua proboscide ben dentro al mio culo per qualche minuto, mentre piano piano si va ammosciando, permettendomi però di godere ancora della sua presenza dentro di me mentre mi sego freneticamente fino ad esplodere con una lunga sborrata fiume sul mio ventre e mentre rantolando di piacere deglutisco piano piano tutta la sborra che mi colmava la bocca.
Abbiamo sborrato tutti e siamo sfiniti, ma il più a pezzi sono io.
La bionda e il nero si rivestono rapidamente, ma io non ne ho proprio la voglia e la forza.
La bionda rimette il suo lungo cappotto nero, mi guarda, sorride e mi saluta così:” Ciao porco! Spero che il tuo belo culetto sia soddisfatto, noi siamo sempre qua, magari la prossima volta ci sarà anche il tuo amico, sapeva che saresti venuto a trovarlo in questi giorni come gli avevi preannunciato, si scusa con te ma ha avuto un impellente impegno di lavoro che l’ha costretto ad allontanarsi ed ha incaricato noi di occuparsi della tua accoglienza, raccomandandoci che fosse per te la più gradita possibile! E io mi sono adoperata per predisporre il meglio per te! Ciao porco! Il tuo belo culo è delissia!”
E così dicendo escono tutti e due lasciando la porta socchiusa ed abbandonandomi li, perso, sbattuto, smarrito, mutande e pantaloni buttati sul pavimento, seduto sulla tazza del Water a cacare lo sperma di cui ero stato infarcito dal mandingo.
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